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Il titolo VI del Decreto legislativo 17 Gennaio 2003, n° 6 – dedicato alle “Società Cooperative”, così definisce la natura delle stesse:
"Le cooperative sono società a capitale variabile con scopo mutualistico”
Ma, per meglio comprendere il concetto di mutualità, non possiamo fare a meno di ricorrere alla storia, per ripercorrere i primi sentieri tracciati da “i Probi Pionieri di Rochdale” sulle orme di Robert Owen (1771 - 1858), figura di rilievo della storia economica inglese, la cui teoria si basava sulla costituzione di comunità fondate sulla proprietà collettiva dei mezzi di produzione e l’abolizione del denaro, nella quale si sarebbero realizzati nuovi rapporti sociali non competitivi.
Robert Owen, animato di grande umanità, trascorse la vita nel continuo tentativo di far partecipare gli operai alla direzione e agli utili delle imprese.
Adoperò per primo il termine di “cooperazione”, al quale attribuiva un senso estremamente ampio, più vicino a quello di associazione di difesa che non a quello di istituzione economica. A Rochdale, importante centro cotoniero del Lancashire (Gran Bretagna), nell’estate 1843, avvenne che tessitori e minatori si riunirono per discutere il prezzo del pane, insostenibile per i lavoratori
Nacque così, nel 1844, con la Costituzione del “Rochdale Equitable Pioneers Society”, il primo statuto di ispirazione umanistica, a cui, ancora oggi, il riferimento è obbligato ad ogni forma di società cooperativa. I principi fondamentali riportati nel documento sono:
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